martedì 22 settembre 2015

IL FINANZIERE AMICO CHE CHIUDE GLI OCCHI

ARTICOLO FATTO 28/8/2015 PAGG. 1 E 3

ARTICOLO FATTO 10/7/2015 PAG. 2

Il 10 luglio 2015 "Il Fatto Quotidiano" ha diffuso le intercettazioni sull'inchiesta Cpl Concordia che tirano in ballo, a vario titolo, lo stesso premier, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, il sindaco Nardella e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, già indagato e poi archiviato nell'ambito dell'inchiesta sulla P4.


I dialoghi fanno capire molte cose sui motivi per cui Matteo Renzi è stato sempre trattato con i guanti per le poco chiare vicende che l'hanno visto coinvolto direttamente o indirettamente: dalle 'spese pazze' effettuate da Presidente della Provincia prima e sindaco di Firenze poi, passando per i fallimenti delle aziende di famiglia, fino ai debiti contratti e ripagati da Fidi Toscana con soldi pubblici.


Sulla vicenda la Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta che pone una volta di più dubbi sull’ascesa di Matteo Renzi. Tanti avversari politici dell’attuale premier sono stati eliminati proprio da inchieste della Magistratura, su accuse poi rivelatesi infondate, salvo poi trovare alcuni responsabili della giustizia come collaboratori della stessa amministrazione comunale. Il nostro Paese non può avere un capo del governo che utilizza il potere come un dittatore


Adinolfi ha da molti anni ruoli di rilievo nella Guardia di Finanza toscana e fiorentina e oggi si scopre che gli esponenti renziani hanno fatto un tifo spudorato per lui, si sono frequentati e tramavano per aiutarlo. Quelle telefonate ci fanno temere il motivo per il quale su Renzi e i suoi sia stato chiuso più di un occhio. Pretendiamo che adesso il premier spieghi perché a quale scopo sosteneva così tanto Michele Adinolfi, che proprio in questi giorni è tornato a Firenze nel ruolo di Comandante in seconda.

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