Beccato con le mani nella marmellata, Renzi è costretto a scaricare la colpa sulla macchina amministrativa e la restituzione della poltrona. Peccato che la ditta che ha venduto l’oggetto abbia dichiarato successivamente che la poltrona ormai era usata e non si poteva restituirla.
Ma gli atti, firmati dai suoi collaboratori, restano: autorizzazione all’acquisto di una poltrona da 2.200 euro adatta alle “esigenze monumentali” della sala di Clemente VII. Inoltre, con lo stesso atto Palazzo Vecchio ordinava l’acquisto di tre poltroncine e un divanetto per gli uffici del sindaco. Totale: 5.500 euro.
(http://www.ilgiornale.it/news/spese-folli-renzi-poltrona-2200-euro.html)
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